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risposte
| Dichiarazione dei redditi professionali |
La mancanza di reddito o la presenza
di un reddito negativo, fanno venir meno l’obbligo di dichiarazione?
No, la dichiarazione è sempre dovuta. Infatti pur con reddito
negativo o nullo, sono sempre dovuti i contributi minimi. Inoltre
la dichiarazione è fondamentale per il calcolo della contribuzione
integrativa, la quale non è collegata al reddito, ma al volume
di affari dell’attività.
Gli
iscritti che hanno interrotto/cessato l’attività professionale
nel corso dell’anno, devono presentare la dichiarazione?
Sì, devono presentare la dichiarazione per il 2004.
Solo dall’anno successivo non devono presentare la dichiarazione.
Ci
sono dei casi tipici per i quali ci si può trovare con reddito
prossimo allo zero e un volume di affari alto?
Il caso tipico è quello dei professionisti
che operano con grandi aziende ed enti che ricevono il pagamento
nell’anno successivo a quello di emissione della fattura.
Oppure i professionisti all’inizio dell’attività
che nella fase di avviamento sostengono costi molto elevati rispetto
ai ricavi.
Ci
sono attività di lavoro afferenti alla professione per i
quali si è abilitati che non rientrano tra quelle da dichiarare?
Sono esclusi dagli obblighi dichiarativi le
attività svolte nell’ambito di un rapporto di lavoro
dipendente.
Per
gli ultra 65enni e i pensionati può sussistere un obbligo
dichiarativo?
L’età o stato di pensionato non
fanno venir meno l’obbligo della presentazione della dichiarazione,
qualora ci siano ricavi e redditi di natura professionale come sopra
individuati.
In
caso di decesso del professionista chi è tenuto a presentare
la dichiarazione?
Sono tenuti alla presentazione gli eredi (la
moglie, i figli, ecc.). È consigliabile che il soggetto che
adempie alla presentazione del modello di dichiarazione reddituale,
sia lo stesso che ha presentato la dichiarazione dei redditi ai
fini IRPEF e/o quella di successione.
Qual’è
il termine di presentazione?
Il termine di presentazione è il 31
ottobre (fa fede la data di invio attestata dal timbro postale).
Attenzione per l’omessa e/o ritardata presentazione sono previste
sanzioni pecuniarie.
Ci
sono casi particolari?
In caso di presentazione da parte degli eredi,
il termine è prorogato al 31 dicembre.
Quando
si può iniziare ad inviare i modelli per le dichiarazioni
reddituali?
L’invio può essere effettuato immediatamente appena
disponibili i modelli. Attenzione si consiglia l’invio immediato
della dichiarazione, nel periodo di giugno/luglio, vista l’elevata
frequenza, statisticamente accertata, con cui gli iscritti dimenticano
di inviarla.
Si
può presentare la dichiarazione con modalità diverse
dalla raccomandata con avviso di ricevimento?
L’invio tramite raccomandata con avviso di ricevimento è stato stabilito nell’interesse degli iscritti perché è una modalità che garantisce da qualsiasi eventuale malfunzionamento del servizio postale.
Da quest’anno è anche previsto l’invio telematico dei modelli reddituali attraverso l’area riservata. La procedura consente di inviare il modello che recherà stampata la data di invio pertanto tale funzionalità è a tutti gli effetti alternativa rispetto alla trasmissione dei modelli con raccomandata con avviso di ricevimento.
Inoltre, per coloro che hanno richiesto ed attivato una casella di Posta Elettronica Certificata, sarà possibile inviare la dichiarazione all’indirizzo epap@epap.sicurezzapostale.it.
La
dichiarazione può essere presentata solo sui modelli originali
inviati dall’Ente?
No, possono essere utilizzati anche i modelli
conformi agli originali, reperibili e scaricabili dal sito dell’Ente.
Per quanto riguarda i termini e le modalità di presentazione,
queste sono previste dall’articolo 10 del Regolamento dell’Ente.
Cosa
si intende per reddito netto, nel caso di professionista?
La definizione di reddito per un professionista
è diversa da quella tipica utilizzata a livello economico.
Il reddito del professionista è quello definito per il pagamento
delle imposte dirette (art. 53 Tuir) e si basa sul principio c.d.
“di cassa”. Questo principio prevede che il reddito
netto è dato dalla differenza tra i ricavi e i costi effettivamente
liquidati (in altre parole incassati e pagati). Non hanno quindi
rilevanza quei costi che vengono pagati nell’anno successivo
anche se riferiti all’anno precedente.
Ci
sono quindi relazioni tra contributo soggettivo e volume di affari
del professionista?
No. Il contributo soggettivo si versa esclusivamente
sul solo reddito netto, maturato ed incassato da parte del professionista.
Segue quindi il principio della cassa e non quello temporale del
volume d’affari (data fattura).
Il contributo soggettivo e le modalità di calcolo sono previste
all’articolo 3 del Regolamento.
Quali
redditi si intendono per lavoro autonomo?
Sono quelli percepiti dal professionista a
fronte del proprio lavoro, svolto in forma individuale, anche se
con dipendenti e/o collaboratori, ed in modo continuativo. Il professionista
deve essere titolare di una propria partita IVA.
Quali
sono i quadri della comunicazione del reddito professionale che
devono essere compilati dal professionista con tale tipologia di
reddito?
Il professionista con reddito di lavoro autonomo
dovrà compilare i Quadri C - D - E, oltre al Quadro A, qualora
sia tenuto ad una delle comunicazioni ivi previste.
Ci
sono altri regimi fiscali che comportano metodi di calcolo delle
imposte dei redditi diversi da quelli già esposti? Come ci
si deve comportare? Ci sono agevolazioni contributive?
No, non ci sono agevolazioni contributive.
Tali regimi sono quelli c.d. sostitutivi, e sono i seguenti:
-regime sostitutivo per le nuove iniziative produttive;
- egime sostitutivo per le attività marginali.
Tutti questi regimi pervengono comunque ad un reddito che viene
tassato in modo “sostitutivo” dallo Stato, ed è
questo reddito che si deve riportare sul Mod. 2 (vedi rigo RE 22
colonna 3).
Il
concordato preventivo produce effetti sulla dichiarazione previdenziale?
No, nel bene e nel male, non si deve assolutamente
tener conto degli effetti sul valore del reddito che il concordato
preventivo può avere. L’importo del reddito và
sempre determinato come già sopra indicato.
Dove
si ricava il valore da riportare nel Quadro C, punto “6”?
L’importo da inserire nel punto “6”
deve essere calcolato manualmente, sfogliando tutte le fatture emesse,
estraendo gli importi di quelle emesse verso altri professionisti
iscritti all’Epap senza addebito del 2%.
Nel
punto “6” non si devono mettere anche le vendite dei
beni ammortizzabili?
No, sono già state escluse prendendo
il rigo VE 40 colonna 1 della dichiarazione IVA.
Le
spese anticipate in nome per conto dei clienti bisogna considerarle?
No, sono già escluse dal volume d’affari
IVA prima individuato.
Quali
redditi si intendono per lavoro autonomo svolto in forma occasionale?
Sono quelli percepiti dal professionista a
fronte del proprio lavoro svolto sempre in forma individuale, ma
in forma occasionale. Il professionista non è quindi titolare
di partita IVA, emette esclusivamente ricevute con il codice fiscale.
Quali
sono i quadri della dichiarazione che devono essere compilati dal
professionista con tale tipologia di reddito?
Il professionista con reddito di lavoro autonomo dovrà compilare
i Quadri B - D - E, oltre al quadro A, qualora sia tenuto ad una
delle comunicazioni ivi previste.
Gli
importi al punto “1” e “2” possono coincidere?
Sì, in assenza di spese di produzione.
Come
si determina il valore del punto “3”?
L’importo da inserire nel punto “3”,
deve essere calcolato manualmente, sfogliando tutte le fatture emesse,
estraendo gli importi di quelle emesse verso altri professionisti
iscritti all’Epap senza addebito del 2%.
Quali
redditi si intendono da collaborazione coordinata?
Sono quelli percepiti dal professionista a
fronte di un contratto continuativo con un soggetto terzo. Il professionista
non è generalmente titolare di partita IVA, riceve dei compensi
costanti.
Perché
il collaboratore generalmente non può essere titolare di
partita IVA?
Perché il rapporto di collaborazione
viene riassorbito da quello di lavoro autonomo, se compatibile.
Quali
sono i quadri della comunicazione del reddito da attività
professionale che devono essere compilati dal professionista con
tale tipologia di reddito?
Il professionista con reddito di lavoro autonomo dovrà compilare
i Quadri B - D - E, oltre al quadro A,
qualora sia tenuto ad una delle comunicazioni ivi previste.
Perché
il reddito lordo e netto coincidono nelle collaborazioni?
Perché le spese di produzione nelle
collaborazioni sono a carico del committente.
Anche
i collaboratori si possono trovare a compilare il rigo “3”?
Sì, nel caso di collaborazione con un iscritto Epap all’interno
di un incarico unitario, con le caratteristiche già specificate
precedentemente nei redditi di lavoro autonomo.
Quali
redditi si intendono quelli di partecipazione in associazioni tra
professionisti?
Sono quelli percepiti dal professionista a fronte di una partecipazione
in un c.d. “studio associato”, il suo reddito è
dato dal rapporto tra il reddito globale dell’associazione
e la sua percentuale di partecipazione. Il professionista non è
quindi titolare di una partita IVA, che è unica per tutti
i professionisti.
Quali
sono i quadri della comunicazione del reddito da attività
professionale che devono essere compilati dal professionista con
tale tipologia di reddito?
Il professionista con reddito di partecipazione in associazioni
tra professionisti dovrà compilare, i Quadri C - D - E, oltre
al quadro A, qualora sia tenuto ad una delle comunicazioni ivi previste.
In
altre parole per i redditi di partecipazione ci si deve comportare
come per il reddito di lavoro autonomo?
Sì, ma bisogna calcolare tutto con la percentuale di partecipazione
all’associazione.
Ci
sono altri documenti dove individuare il proprio volume d’affari?
Sì è la comunicazione IVA dell’associazione.
Quali
redditi si intendono quelli di partecipazione in società?
Sono quelli percepiti dal professionista a
fronte di una partecipazione in una società, il suo reddito
è dato dal rapporto tra il reddito globale dell’associazione
e la sua percentuale di partecipazione. Il professionista non è
quindi titolare di una partita IVA.
Quali
sono i quadri della comunicazione del reddito da attività
professionale che devono essere compilati dal professionista con
tale tipologia di reddito?
Il professionista con reddito di partecipazione in società
tra professionisti dovrà compilare, i Quadri C - D - E, oltre
al quadro A, qualora sia tenuto ad una delle comunicazioni ivi previste.
Ci
sono particolari cautele da osservare nella compilazione del Quadro
D, o è solo il riporto di cifre già indicate nei quadri
“B” e “C”?
Per quanto riguarda il punto “7”
questo è solo la somma dei punti “1” e “4”,
mentre la compilazione del punto “8” non è una
semplice addizione. Innanzi tutto, la base di calcolo del contributo
integrativo deve essere depurata dalle eventuali fatturazioni e
ricevute emesse ad altri iscritti Epap senza addebito del 2% (punti
“3” e “6”).
Dopo questo passaggio, solo coloro che hanno compilato il quadro
“C”, dovranno ulteriormente ridurre il volume di affari
ottenuto (punto “5” - punto “6”), dal contributo
integrativo addebitato e fatturato al cliente mediante la formula
X/(100+2) x 100 = Y. Dove X è il volume d’affari al
lordo del contributo e Y è il volume d’affari al netto
del contributo, che è uguale all’imponibile sul quale
calcolare il contributo integrativo.
Esempio
Dati i seguenti valori avremmo:
20.600 euro punto “5” volume d’affari preso dalla
dich. IVA;
1.400 euro punto “6” valore calcolato autonomamente;
19.200 euro differenza dei due righi da depurare del 2%;
19.200 euro/102 x 100 = 18.824 valore depurato del 2%;
18.824 euro Importo da inserire nel Quadro D, punto 8.

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